Questo testo non si vede la lo conservo per copiarlo eventualmente nello script. Vuoi tutelare il tuo diritto alla rivalutazione dell’indennizzo per i danni da contagio?
Aderisci all’azione collettiva dinanzi alla Corte di Strasburgo per far valere le tue ragioni in sede europea.

AZIONE COLLETTIVA DINANZI ALLA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI UMANI PER LA RIVALUTAZIONE DELL’INDENNIZZO EX L. N. 210/1992
contro una norma ingiusta che colpisce duramente i contagiati da trasfusioni ed emoderivati infetti.

L’art. 11, commi 13 e 14, del Decreto legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito nella legge 30 luglio 2010, n. 122, ha escluso la rivalutazione secondo il tasso di inflazione dell’indennizzo previsto dalla l. n. 210/1992 a favore di tutti coloro che siano stati contagiati a seguito di somministrazione di emoderivati e/o plasma infetti. Tale norma ha decretato inoltre che cessino di avere effetto, dalla data della sua entrata in vigore, tutti i provvedimenti già resi (ivi incluse le sentenze passate in giudicato) al fine di rivalutare l’indennizzo in questione. Di conseguenza, a partire dal giugno 2010, l’indennizzo verrà corrisposto nella misura originariamente stabilita per le varie categorie di beneficiari senza alcuna rivalutazione. In pratica, i beneficiari si troveranno a disporre di una somma il cui valore tornerà ad essere quello di quasi vent’anni fa!

Per maggiori informazioni sulle modalità di adesione puoi contattarci ai seguenti recapiti: 06 85300769 - 06 85300815 oppure scrivici una eMail

 

 

NEWS:

10 agosto 2012 - TRANSAZIONE: IL MINISTERO ILLUSTRA I SUCCESSIVI PASSI DELLA PROCEDURA

Sul sito istituzionale del Ministero della Salute (salute.gov.it), è stata pubblicata una nota riassuntiva delle fasi in cui dovrà svolgersi la procedura transattiva, successivamente alla pubblicazione del D.M. 4 maggio 2012.
Dopo aver premesso che è attualmente al vaglio l'iter di esame e valutazione delle singole domande pervenute, la nota prosegue illustrando gli ulteriori passi, consistenti nella comunicazione, ai legali di ciascun soggetto interessato, dell'ammissione del proprio cliente alla stipula della transazione, oppure della sua esclusione. E ciò, ovviamente, a seconda che ciascun interessato venga ritenuto, o meno, in possesso dei requisiti previsti dal Decreto Ministeriale sopra citato.

     In caso di ammissione, i legali stessi - i quali dovranno farsi rilasciare, dai propri assistiti, un'apposita procura notarile - verranno convocati in un giorno ed un'ora specificamente indicati, per procedere alla sottoscrizione dell'atto transattivo, di cui verrà fornito uno schema contestualmente alla comunicazione dell'ammissione.
In caso di non ammissione, i legali verranno invitati a trasmettere al Ministero, entro un termine assegnato, le opportune controdeduzioni rispetto alle motivazioni dell'esclusione, cui seguirà un provvedimento definitivo, adottato a seguito dell'esame di tali osservazioni.

     In attesa del perfezionamento dell'iter transattivo, il Coordinamento, attraverso l'advisor a suo tempo designato, ha ripreso la selezione volta ad individuare l'istituto di credito che offra le migliori condizioni per consentire ad ogni interessato, previa cessione del proprio credito, la possibilità di ottenere in un'unica soluzione (anziché in più rate annuali, come previsto dallo stesso Decreto Ministeriale 4 maggio 2012), la somma a lui spettante a seguito dell'accordo transattivo".

DECRETO 4 maggio 2012
Definizione dei moduli transattivi in applicazione dell'articolo 5 del decreto del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze 28 aprile 2009, n. 132. (12A07647) (GU n. 162 del 13-7-2012 )


14 luglio 2012

Dopo lunga attesa, seguita alla registrazione da parte della Corte dei conti, è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale del 13 luglio 2012, il decreto contenente i moduli da adottarsi per il perfezionamento della transazione con i soggetti interessati, che hanno espresso la loro adesione alla relativa procedura entro il termine del 19 gennaio 2010.

Ne pubblichiamo il testo e gli allegati in un unico file PDF.

10 novembre 2011 - La Corte Costituzionale boccia la “legge truffa” in danno delle vittime del “sangue infetto”

La Corte Costituzionale, con l’importante sentenza n. 293 pubblicata oggi, ha abrogato le norme del D.L. n. 78/2010, che escludevano la rivalutabilità dell’indennizzo concesso, ai sensi della l. 210/92, ai soggetti danneggiati da contagio con sangue infetto, attraverso trasfusioni di sangue o assunzione di farmaci emoderivati.

In particolare, la Consulta ha ritenuto che la legge tacciata di incostituzionalità violasse il principio di uguaglianza, sancito dall’art. 3 Cost., poiché questa non prevedeva l’adeguamento dell’indennizzo al costo della vita a beneficio delle persone affette da epatite post-trasfusionale, mentre lo stesso beneficio è previsto per altri soggetti che si trovano in situazioni analoghe, come i portatori della sindrome da talidomide.
«La Corte ha finalmente eliminato una profonda ingiustizia» afferma l’avv. Anton Giulio Lana, che ha discusso la questione dinanzi alla Consulta e Segretario generale dell’Unione forense per la tutela dei diritti umani, «non era accettabile che lo Stato trattasse diversamente – concedendo un indennizzo “pieno” agli uni, ed ingiustificatamente decurtandolo per altri – cittadini i quali hanno subito gravi danni a causa del mancato controllo, da parte dello Stato, della qualità del sangue e degli emoderivati distribuiti nelle strutture sanitarie pubbliche».

«Si tratta di una fondamentale sentenza che avrà un impatto decisivo sui numerosi giudizi in corso, promossi dalle sfortunate persone che si sono viste ingiustamente decurtare il potere d’acquisto dell’indennizzo loro concesso dalla legge n. 210/92», conclude l’avv. Mario Melillo, altro difensore che ha partecipato all’udienza dinanzi alla Consulta.

27 luglio 2010 - Incontro con il Dott. Palumbo presso il Ministero

Come preannunciato, pubblichiamo i moduli transattivi presentatti nell'incontro del 27 luglio 2010 presso il Ministero della salute.

Il Direttore Generale, dott. Filippo Palumbo, ha incontrato oggi gli avvocati patrocinanti i soggetti interessati a partecipare al procedimento di transazione.

L’occasione dell’incontro era data dall’illustrazione dei moduli transattivi, vale a dire degli schemi indicativi delle somme che verranno proposte ai singoli interessati in ragione della categoria di appartenenza (emofilici o talassemici, emotrasfusi occasionali, ecc.) e del possesso di altri requisiti anche relativi alla posizione processuale di ognuno.

L’incontro, come sottolineato dal dott. Palumbo, è stato incentrato sulla discussione di tematiche di natura eminentemente tecnica, e come tale non ha necessitato della partecipazione delle parte politica.
Il Direttore Generale ha poi riconfermato, in via programmatica, come il procedimento sia ispirato e si proponga di perseguire l’obbiettivo a suo tempo indicato dal sottosegretario Martini, obbiettivo che vorrebbe ricomprendere nell’operazione transattiva tutti gli interessati, a prescindere da elementi (quali la prescrizione o la mancata ascrivibilità della patologìa sofferta ad una delle categorie previste dalla legge n. 210/1992), che ne potrebbero comportare l’esclusione.
Il “contenitore economico” verrà dunque predisposto prevedendo una copertura finanziaria che andrà a coprire tutti coloro che avranno inoltrato la domanda, previa “scrematura” di richieste macroscopicamente prive dei presupposti previsti dalle leggi n.222/07 e 244/07 (ad esempio quelle realtive a giudizi instaurati successivamente al 31 dicembre 2007).

Su tale linea sono state sensibilizzate le Amministrazioni coinvolte nel procedimento (Ministero dell’Economia e delle Finanze, nonché la stessa avvocatura dello Stato, cui è stata raccomandata l’adozione di una linea di condotta univoca nella valutazione delle singole domande).
La soluzione ipotizzata, ove si ritenesse di escludere dalla transazione le domande dei soggetti “in odore” di prescrizione, è di far rientrare costoro in un provvedimento legislativo ad hoc, auspicabilmente contestuale alla transazione, che attribuirà loro, verosimilmente, le somme stanziate per le analoghe categorie di soggetti con diritto non prescritto, ed ammessi alla procedura.
Il dott. Palumbo ha quindi aggiornato e riepilogato il dato definitivo delle domande, che consta di 6935 istanze pervenute, di cui 1715 per via postale. Di esse, ad oggi sono state esaminate 5385 istanze.
A fine agosto 2010 si prevede di terminare il vaglio delle domande. Circa 300 domande sembrerebbero non idonee rispetto ai requisiti richiesti dal Decreto Ministeriale attuativo delle leggi 22/2007 e 244/2007. Prima di escluderle, verranno tuttavia vagliate le ragioni degli interessati.
Anche con riferimento alle categorie di soggetti danneggiati, il dato aggiornato contempla che il 43% delle domande si riferisce a soggetti trasfusi occasionali, il 40% a talassemici, il 9% ad emofilici, il 5,5% a danneggiati da emoderivati, l’1,3% a vaccinati obbligatori, lo 0,2% ad altre emoglobinopatie, ed infine lo 0,3% ad altre patologie varie.

Quanto alla posizione processuale delle domande vagliate, è emerso che per il 53% di esse non è stata, ad oggi, emessa alcuna sentenza; il 20% ha visto una sentenza favorevole per l’interessato, mentre per il residuo 27% la sentenza è stata negativa.
Nella determinazione degli importi da assegnare per ciascun modulo transattivo, l’Avvocatura dello Stato ha invitato a tener conto di queste percentuali, mantenendo, nella quantificazione, un profilo che tenga conto della media dell’ammontare liquidato in via globale nelle sentenze che sono risultate favorevoli al danneggiato, nell’ambito dell’intero contenzioso relativo al “sangue infetto”.
Il dott. Palumbo ha poi espressamente comunicato che, con riferimento alla rateazione, verranno riconosciuti gli interessi ad un tasso complessivo del 10% per tutto il periodo per il quale sarà prevista la dilazione, tendenzialmente di 15 anni.
In ogni caso, il numero di rate sarà il minore possibile, e con ogni probabilità, secondo lo stesso Direttore Generale, le prime 3 rate verranno pagate in un’unica soluzione: la prima rata dovrebbe essere posta in pagamento entro marzo o aprile 2011, e sarà finanziata con gli stanziamenti già impegnati sino ad oggi (relativi agli anni 2007, 2008 e 2009), con la rata afferente l’anno 2010 e con quella relativa al 2011.

Si è poi passati all’illustrazione dei moduli, che vedono gli interessati distinti in due categorie principali: emofilici e talassemici da una parte, ed emotrasfusi occasionali dall’altra.
Ognuna delle due categorie principali viene a sua volta suddivisa in due sottocategorie: quella dei soggetti deceduti e quella dei soggetti viventi.
Quanto agli emotrasfusi occasionali, sono state previste altre suddivisioni: nell’ambito dei soggetti deceduti vengono individuate la categoria dei soggetti deceduti per i quali è stato riconosciuta la sussistenza del nesso causale tra infezione e decesso, e la categoria formata da coloro che non hanno avuto tale riconoscimento; nell’ambito dei soggetti viventi, viene inoltre individuata la categoria dei soggetti muniti di sentenza favorevole e la categoria di coloro che tale sentenza non hanno ottenuto. La categoria dei soggetti emotrasfusi occasionali viventi consta di ulteriore suddivisione in base alla categoria di ascrivibilità delle lesioni riportate ed in base alla fascia di età in cui si è manifestata la patologìa, mentre per gli emofilici viventi è stata prevista solamente la suddivisione secondo la fascia di età di manifestazione della patologìa.

Il dott. Palumbo ha poi invitato i legali presenti ad inoltrare ogni osservazione attraverso una specifica casella di posta elettronica.

8 maggio 2010 - Incontro del 5 maggio 2010, presso il Ministero della Salute, con il Ministro Fazio, il Sottosegretario Martini ed il Direttore Generale Palumbo

Si è svolto il 5 maggio 2010, presso l’auditorio del Ministero della Salute, l’incontro del Ministro Fazio, del Sottosegretario Martini e del Direttore Generale Palumbo con i legali e i rappresentanti delle Associazioni dei soggetti contagiati da sangue e da emoderivati.
L’oggetto dell’incontro era costituito da un aggiornamento relativo alla procedura transattiva in corso.
In apertura, ha preso la parola il Ministro Fazio, il quale ha assicurato l’impegno fattivo del Governo ad una celere e soddisfacente riuscita della transazione.
Quindi, il Sottosegretario, dott. Palumbo, ha riassunto i dati relativi alle domande pervenute entro il termine di scadenza di presentazione, fissato al 19 gennaio 2010.

Sono pervenute, in totale, 7.356 domande, delle quali 5.520 è stato inviato per via telematica.
Vi sono difficoltà nella fascicolazione delle richieste pervenute a mezzo posta (per le quali il lavoro di esame e di valutazione è tuttora in corso) a causa della carenza di documentazione.

Delle 5.520 domande pervenute per via telematica, per le quali il primo esame è stato ultimato:
557 (pari a circa il 10%) si riferiscono a soggetti emofilici;
2.210 (pari a circa 40%) provengono da soggetti talassemici;
2.380 (pari al 43.1%) provengono da soggetti trasfusi occasionali.
Le rimanenti coprono una casistica più varia:
265 domande attengono a persone danneggiate dall’assunzione, a vario titolo, di emoderivati infetti;
20 domande si riferiscono a soggetti affetti da anemia ereditaria;
69 provengono da soggetti vaccinati obbligatori;
13 da soggetti affetti da emoglobinopatie;
5 domande non appaiono riferibili a determinate patologie.
Lo stesso dott. Palumbo, ha poi fornito i dati relativi allo stato processuale delle domande, precisando che:

3.068 domande si riferiscono a cause giudiziarie per le quali non è stata ancora emessa alcuna sentenza;

1.139 domande si riferiscono a cause giudiziarie per le quali è stata emessa una sentenza favorevole al danneggiato;

1.313 domande si riferiscono a cause giudiziarie per le quali la sentenza emessa è risultata sfavorevole al danneggiato.

Tutte le domande – ha proseguito il dott. Palumbo – sono state esaminate una per una, allo scopo di verificare le eventuali carenze di documentazione. Entro il mese di giugno, il Ministero prevede di ultimare la fascicolazione di tutte le domande (anche quelle pervenute a mezzo posta), nonché di comunicare l’esclusione per i soggetti sprovvisti in modo assoluto dei presupposti utili alla partecipazione all’operazione transattiva, i quali verranno comunque invitati a presentare le opportune controdeduzioni.
Verranno successivamente predisposti i così detti “macromoduli”, vale a dire le categorie in cui ciascuna domanda verrà incasellata. Ad ogni categoria corrisponderà una determinata offerta transattiva.
Si passerà poi alla predisposizione della programmazione economico-finanziaria, che si attesterà su un periodo di dieci anni come tempo di rateizzazione dei pagamenti; siffatta programmazione verrà “tarata” su 1.800 milioni di euro (indicativamente 180 milioni x 10 anni), di cui verosimilmente si prevede lo stanziamento.

Le somme appostate per gli anni 2007-2008 (330 milioni di euro in totale) – ha ipotizzato il dott. Palumbo - potrebbero servire come accantonamento per le domande da sanare attraverso un apposito provvedimento legislativo. Si tratta, in pratica, delle domande relative a soggetti che non posseggono i requisiti per addivenire alla transazione in via amministrativa (perché, ad esempio, dall’esame della documentazione il loro diritto appare prescritto).
L’alternativa al provvedimento legislativo, ha concluso il dott. Palumbo, potrebbe consistere nel far rientrare anche i soggetti prescritti in quelli da risarcire mediante la copertura di 1.800 milioni di euro; ciò tuttavia comporterebbe, ovviamente, una riduzione dell’ammontare del risarcimento per ognuno degli interessati.

A tale riguardo, il Ministro Fazio ha sottolineato e ribadito lo spirito solidaristico dell’operazione, che impronta l’impegno del Governo a portarla a buon fine, nonostante l’attuale situazione di crisi economica. Per questo motivo, lo stesso Ministro ha auspicato che attraverso lo strumento politico (un provvedimento legislativo ad hoc), possano comunque risolversi le situazioni dei soggetti che, sia pure essendo danneggiati, non posseggono i requisiti previsti dalla vigente normativa che regola la transazione.

Il dott. Palumbo ha infine precisato che l’impostazione dei macromoduli, con l’indicazione delle somme da attribuire alle domande che verranno ricomprese in ciascuno di essi, avverrà verso la fine del mese di giugno 2010, a seguito di un’apposita riunione con gli avvocati e i rappresentanti delle Associazioni dei danneggiati, allo scopo di discutere e concertare l’ammontare di tali somme.
Tra i prossimi mesi di settembre ed ottobre, il Ministero potrà cominciare a inoltrare le proposte di transazione a ciascuno dei danneggiati, e successivamente a predisporre i singoli atti transattivi.

Il Sottosegretario Martini ha ribadito, dal canto suo, la volontà di abbreviare le procedure e accontentare il più gran numero di interessati, utilizzando tutte le riserve disponibili. Ha inoltre comunicato che si attiverà immediatamente ad interessare i competenti uffici del Ministero dell’Economia allo scopo di risolvere la questione della cedibilità dei crediti, così da consentire a ciascun interessato di ottenerne l’ammontare in un’unica soluzione, senza, cioè, dover attendere la rateizzazione nell’arco dei 10-12 anni ipotizzati.

14 aprile 2010 - Aggiornamento sulla procedura transattiva

Il Ministero della Salute sta continuando ad esaminare le circa 6.500 domande di partecipazione alla transazione pervenute entro la scadenza del 19 gennaio 2010. Allo scopo di velocizzare quanto possibile la ricognizione delle singole domande, è stato istituito un apposito gruppo di lavoro (task force) che si prevede, orientativamente, che terminerà il lavoro entro la fine di giugno p.v.

Successivamente verranno resi pubblici i vari moduli transattivi relativi alle diverse categorie di danneggiati e contenenti i rispettivi importi risarcitori. Verosimilmente nel prossimo autunno saranno sottoscritti i singoli atti transattivi.

20 gennaio 2010

Il 19 gennaio 2010 è scaduto il termine per la presentazione delle domande di partecipazione alla transazione con il Ministero della Salute per le cause in materia di sangue infetto pendenti alla data del 31 dicembre 2007.

A questo punto il Ministero procederà ad esaminare le domande pervenute, ad elaborare i c.d. moduli transattivi (vale a dire schemi di atti transattivi raccolti per gruppi omogenei) ed infine a formulare le rispettive proposte di accordo.

Il Coordinamento insisterà affinché la fase di ricognizione da parte del Ministero avvenga nel termine più rapido possibile ed affinché le proposte transattive siano ispirate alla maggiore armonia e coerenza possibile rispetto alla precedente transazione del 2004.

22 ottobre 2009 - odalità di presentazione delle domande di adesione alle transazioni ai sensi del decreto 28 aprile 2009 n. 132

E' stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale datata 22 ottobre 2009 la Circolare, che si riporta qui di seguito, contenente le modalità applicative del decreto 28 aprile 2009. Quindi, dal 22 ottobre 2009 cominciano a decorrere i 90 giorni per l'inserimento delle domande di adesione alla transazione.

Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali.

Visualizza la circolare in PDF.

24 settembre 2009 - Regolamento di attuazione sulla composizione transattiva del contenzioso relativo al sangue infetto

Come preannunziato, finalmente (e dopo non poche peripezie burocratiche) è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2009, il Decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali n. 132 del 28 aprile 2009, contenente il Regolamento di attuazione delle norme della Finanziaria 2008, che avevano stabilito la composizione transattiva del contenzioso relativo al sangue infetto, pendente al 31 dicembre 2007.

Da una prima sommaria lettura del decreto, pare abbastanza significativo evidenziare che il comma 2 dell'art. 2 non si riferisce più sic et simpliciter ai "principi generali in materia di prescrizione" (come era riportato sulla bozza anteriore alla pubblicazione), quale criterio di cui tener conto per la stipula delle transazioni, ma parla, in modo più specifico, "dei principi generali in materia di decorrenza dei termini di prescrizione".

Un’espressione, quest'ultima, che lascia ben sperare su di una visione più "elastica" della questione, quella appunto relativa alla prescrizione, che tanto preoccupa, perché se affrontata in stretta coerenza con i dettami restrittivi della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione n. 581/08, rischia di tener fuori gioco gran parte degli interessati.
La piena vigenza del decreto decorre dalla data successiva a quella della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, e dunque dal 24 settembre 2009.
Dalla pubblicazione della Circolare di cui all'art. 4, lettera b, del decreto stesso, contenente la definizione delle modalità tecniche di compilazione ed inoltro delle dichiarazioni di intenti e dei documenti da allegare, decorreranno, invece, i novanta giorni utili per trasmettere al Ministero i "dossier" degli interessati. Tale trasmissione avverrà o per via telematica, o tramite il servizio postale.

22 settembre 2009 - Aggiornamento sulla procedura transattiva

Il decreto interministeriale di fissazione dei criteri per la definizione delle transazioni e la circolare operativa contenente la procedura di presentazione delle domande di adesione alle transazioni sono giunti i primi giorni del corrente mese di settembre presso il Ministero della Giustizia per il previsto vaglio di conformità formale (e sostanziale) precedente la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Per problemi formali il decreto interministeriale è stato rimandato al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali il quale, apportate le dovute correzioni, l'ha nuovamente trasmesso al Ministero della Giustizia.
Proprio in questi giorni il Ministro Alfano dovrebbe autorizzare la pubblicazione che, dunque, dovrebbe avvenire tra la fine di settembre e i primi giorni di ottobre p.v.
Il decreto prevede una vacatio legis di quindici giorni per cui il termine (di 90 giorni) per la formulazione delle domande transattive nell'apposita piattaforma informatica dovrebbe iniziare a decorrere intorno al 15 ottobre e scadere conseguentemente intorno al 15 gennaio 2010.

17 agosto 2009 - Sintesi della bozza di Circolare

E' stata resa pubblica sul sito ufficiale del Ministero della Salute la sintesi della bozza della Circolare ("Procedura di presentazione delle domande e di gestione dei procedimenti istruttori relativi all'adesione dei soggetti interessati alla stipula delle transazioni previste dalla legge 222/2007 e dalla legge 244/2007"), che si riporta qui di seguito:

Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

PROCEDURA DI PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE E DI GESTIONE DEI PROCEDIMENTI ISTRUTTORI RELATIVI ALL’ADESIONE DEI SOGGETTI INTERESSATI ALLA STIPULA DELLE TRANSAZIONI PREVISTE DALLA LEGGE 222/2007 E DALLA LEGGE 244/2007
Per l’acquisizione, nei termini indicati dal predetto decreto, delle domande con modalità telematica è stato predisposto un sistema ad hoc, denominato RIDAB, accessibile dal sito del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali – Settore Salute. Ove l’interessato non possa motivatamente avvalersi di tale modalità, la domanda potrà essere inoltrata per posta raccomandata, indirizzata al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali -Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema, Via Giorgio Ribotta, 5 -00144 ROMA. Tramite un apposito link sul sito del Ministero sarà possibile accedere al sistema informativo dedicato ed al manuale utente necessari per l’inoltro della domanda tramite la procedura informatica nonchè la modulistica scaricabile per l’inoltro tramite la procedura a mezzo posta.
PROCEDURA INFORMATICA
La procedura di inoltro telematico prevederà che l’utente (il legale che assiste il danneggiato) dovrà presentare la domanda mediante l’utilizzo di un personal computer predisposto per il collegamento Internet di tipo ADSL e di una propria smart card. Dopo aver installato il lettore della Smart Card sul proprio computer seguendo le apposite istruzioni, l’utente dovrà effettuare l’installazione guidata del componente software tramite il link presente nella prima pagina mostrata a video. Terminata l’installazione del componente software descritto, l’utente potrà accedere al sistema RIDAB, che la prima volta gli richiederà di inserire le seguenti informazioni: sesso, data di nascita, luogo di nascita, luogo di residenza, indirizzo, numero di telefono, e-mail, ordine forense, numero di iscrizione all’ordine. Tali dati sono finalizzati al completamento delle credenziali necessarie per il successivo riconoscimento. Ad ogni accesso al sistema sarà richiesto l’inserimento del codice PIN fornito insieme alla Smart card e se l’utente risulterà registrato saranno attivate le funzioni di gestione delle richieste di adesione alla transazione. Il sistema prevederà le seguenti operazioni:
1. Gestione della domanda di adesione
Le informazioni che il sistema richiederà per la compilazione del modulo di domanda di adesione saranno le seguenti:
a. Dati anagrafici del danneggiato o danneggiato deceduto
L’utente dovrà obbligatoriamente inserire tutte le informazioni anagrafiche relative al danneggiato, ivi compresa l’indicazione della manifestazione d’intenti. Nel caso di un danneggiato deceduto, l’utente dovrà inserire i dati relativi a ciascun avente causa, i dati anagrafici (obbligatori), il grado di parentela.
b. Posizione rispetto alla legge 25 febbraio 1992, 210
Questa sezione sarà dedicata ad informazioni inerenti il gruppo di riferimento del danneggiato, eventuale doppia patologia, la categoria ascritta, la richiesta e/o il riconoscimento dell’indennizzo ex legge 210/92, il nesso con la patologia o con l’eventuale decesso e la tempestività.
c. Dati economici
L’informazione richiesta sarà quella del valore ISEE relativo all’anno 2008. La mancata indicazione del dato comporterà la rinuncia alla eventuale priorità di cui all’art. 2, comma 362, legge 24 dicembre 2007, n. 244. Nel caso di un danneggiato deceduto, l’utente dovrà inserire per ogni avente causa il valore ISEE relativo all’anno 2008.
d. Dati del contenzioso giurisdizionale per il risarcimento
In questa sezione saranno gestite tutte le informazioni relative al procedimento giurisdizionale nei tre eventuali gradi di giudizio: atto di citazione e sentenza di primo grado, atto di citazione e sentenza in appello, ricorso in cassazione.

2. Gestione degli allegati
Alla domanda di adesione alla procedura transattiva dovranno essere allegati i seguenti documenti solo in formato PDF:
a.
verbale della competente Commissione Medico Ospedaliera, oppure parere dell’Ufficio medico legale della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, oppure sentenza con cui è stato riconosciuto il danno ascrivibile alle categorie di cui alla Tabella A annessa al DPR 834/81;

b.
istanza pervenuta alla competente ASL per il riconoscimento dell’indennizzo di cui alla legge 210/92;

c.
atti comprovanti la pendenza del giudizio per il risarcimento del danno, copia delle eventuali sentenze emesse;

d.
indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) di cui al D.L. 31 marzo 1998, n. 109;

e.
lettera di manifestazione d’intenti sottoscritta dal danneggiato, assistita da una certificazione con la quale il legale attesta che la sottoscrizione è avvenuta in sua presenza.

 

3. Validazione della domanda di adesione
Il sistema richiederà il consenso del trattamento dei dati personali e l’assunzione di responsabilità circa la veridicità delle informazioni inserite. La validazione della domanda di adesione si articolerà in due fasi che possono essere concluse anche in momenti diversi: con riserva: è la prima fase che avrà lo scopo di assegnare il numero di protocollo al primo inserimento dei dati obbligatori richiesti e che sarà utilizzato nella corrispondenza e nelle comunicazioni successive inerenti la stessa domanda di adesione. definitiva: in un eventuale successivo ingresso nel sistema, richiamata la domanda con il numero di protocollo precedentemente assegnato, si dovrà completare il processo di acquisizione della domanda di adesione inserendo le informazioni richieste dal sistema RIDAB, entro i termini indicati nel decreto in corso di pubblicazione.

Annullamento domanda di adesione
La domanda di adesione potrà essere annullata in qualsiasi fase della procedura. L’operazione di annullamento prevederà obbligatoriamente l’inserimento della motivazione dell’annullamento da parte dell’utente. La domanda annullata potrà essere solo visualizzata

PROCEDURA A MEZZO POSTA
Qualora gli utenti non potessero, motivatamente, avvalersi delle modalità di invio telematico messe a disposizione dall’Amministrazione, dovranno presentare le domande di adesione, entro i termini indicati dal regolamento in corso di pubblicazione, tramite posta raccomandata A/R indirizzata a: Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali -Direzione Generale della programmazione sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema, Via Giorgio Ribotta, 5 -00144 ROMA. Ai fini della scadenza dei termini di presentazione delle domande farà fede la data di spedizione.
Sul frontespizio della busta di invio della domanda dovranno essere riportati una apposita dicitura “RIDAB” e il nominativo del legale che assiste il danneggiato. Per ciascun danneggiato dovrà essere presentata una domanda di adesione alla procedura transattiva in carta semplice e sottoscritta dal legale, corredata -dei dati riportati sullo specifico modulo che sarà disponibile sul sito del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali all’apposito link -della seguente documentazione :
a.
verbale della competente Commissione Medico Ospedaliera, oppure parere dell’Ufficio medico legale della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, oppure sentenza con cui è stato riconosciuto il danno ascrivibile alle categorie di cui alla Tabella A annessa al DPR 834/81;

b.
istanza pervenuta alla competente ASL per il riconoscimento dell’indennizzo di cui alla legge 210/92;

c.
atti comprovanti la pendenza del giudizio per il risarcimento del danno, copia delle eventuali sentenze emesse;

d.
indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) di cui al D.L. 31 marzo 1998, n. 109

e.
lettera di manifestazione d’intenti sottoscritta dal danneggiato, assistita da una certificazione con la quale il legale attesta che la sottoscrizione è avvenuta in sua presenza.

Ancora una volta si precisa che il termine di 90 giorni previsto per l’invio delle domande decorrerà dalla pubblicazione della circolare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Il testo da considerarsi definitivo sarà ovviamente quello pubblicato in Gazzetta Ufficiale.
(a cura della Direzione Generale della Programmazione Sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema).


29 luglio 2009 - Incontro al Ministero della Salute del 29 luglio 2009

Si è svolto oggi presso l’Auditorium della sede ministeriale di Lungotevere Ripa n. 1, l’incontro tra il Sottosegretario Martini e il Direttore Generale Palumbo con gli avvocati dei soggetti interessati alla transazione dei giudizi risarcitori instaurati nei confronti del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, a seguito delle infezioni da sangue e/o emoderivati infetti e con i rappresentanti delle associazioni cui gran parte dei suddetti soggetti fanno capo.
Il dott. Palumbo ha reso noto in via ufficiale che il Ministro dell’Economia Tremonti ha finalmente firmato il decreto interministeriale attuativo della legge finanziaria 2008, a suo tempo già sottoscritto dal Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Sacconi.
Il medesimo direttore Palumbo ha precisato che a livello interministeriale è ben nota l’entità dei problemi posti dall’applicazione dei principi relativi alla prescrizione; tuttavia, onde non provocare ulteriori ritardi all’iter transattivo, si è deciso di procedere alla sottoscrizione del decreto, con l’intento di riaffrontare successivamente, in chiave politica, la questione dei soggetti che dovessero rimanere esclusi proprio in base al regime della prescrizione.
Ha poi fornito ragguagli sui passi successivi della procedura, così sintetizzabili:
successivamente alla sottoscrizione da parte dei vertici ministeriali, il decreto è stato già inviato all’Ufficio Centrale di Bilancio del Ministero della Salute, cui seguirà il vaglio da parte dell’Ufficio Centrale di Bilancio del Ministero dell’Economia, per poi approdare alla valutazione della Corte dei Conti.
Seguirà la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale.
Nel frattempo, è in preparazione la circolare applicativa del decreto stesso, dalla data della cui pubblicazione decorrerà il termine di 90 giorni per l’invio (a mezzo telematico o postale) delle domande di adesione all’accordo transattivo.
Sempre il direttore Palumbo ha quindi reso noto che nei prossimi giorni, sul sito internet del Ministero, apparirà un ampio estratto della circolare stessa.
L’iniziativa avrà, tra l’altro, lo scopo di raccogliere impressioni ed eventuali suggerimenti di modifica (che potranno essere inviati al Ministero tramite posta elettronica) in vista della effettiva pubblicazione.
La circolare chiarirà, in particolare, come mettersi in contatto con la piattaforma informatica al fine di trasmettere le richieste di adesione per via telematica, nonché come redigere ed inviare tali richieste a mezzo posta.
Ha poi aggiunto che il medesimo gruppo di lavoro interministeriale, già impegnato nella predisposizione del decreto, sta mettendo a punto i c.d. “moduli transattivi”, vale a dire la suddivisione in categorie dei soggetti interessati, elaborate in base ad elementi quali (esemplificando in via non esaustiva) la patologia contratta, l’età, ecc.
L’appartenenza all’una o all’altra categoria (chiamate, appunto, “moduli”) determinerà, infatti, l’entità della somma offerta in via transattiva a ciascun interessato.
I “moduli” in parola verranno poi trasfusi in un apposito decreto che stabilirà non solo gli importi spettanti ai soggetti a seconda – come detto – del possesso dei requisiti di appartenenza all’una o all’altra categoria, ma anche la tempistica dei relativi pagamenti. Dati, questi ultimi, determinati sulla base del numero effettivo delle domande pervenute.
Il medesimo gruppo di lavoro definirà una serie di proposte sulle quali si avrà un confronto con le rappresentanze (associazioni e avvocati) dei soggetti interessati alla transazione. Occorrerà, pertanto, organizzare le modalità di svolgimento di tale confronto.
Una volta pubblicato, tale ulteriore decreto (che non avrà natura regolamentare) passerà al vaglio dell’Avvocatura che verificherà i moduli, in vista del successivo lavoro di controllo sulle singole posizioni (se ciascuna di esse rientri o meno nell’uno o nell’altro modulo).
Quanto al rapporto con le banche, ed alla cessione del credito, il Ministero della Economia si è mostrato sensibile al problema, ventilando di farsi direttamente anticipatore delle somme.
Ha preso poi la parola il Sottosegretario Martini, la quale ha dichiarato di aver personalmente sollecitato il Ministro Tremonti alla firma del decreto.
Ha poi affermato di non essere potuta intervenire sulla bozza di decreto sotto il profilo tecnico, ritenendo lo stesso non del tutto rispettoso del diritto del paziente ad essere risarcito del danno provocato dal Servizio Sanitario Nazionale. Non mancherà, in ogni caso, di facilitare il dialogo, a livello anche interministeriale, in modo di ottenere un risultato il più possibile conforme alle aspettative degli interessati.
Quanto all’entità delle somme da proporre ed ai tempi di perfezionamento delle operazioni transattive, non è possibile allo stato attuale alcuna previsione, poiché si dispongono solo stime e non numeri effettivi.
Tanto il Sottosegretario Martini che il Direttore Generale Palumbo si sono detti d’accordo – e si adopereranno nei prossimi giorni in tal senso – nel rinnovare alle Avvocature distrettuali la raccomandazione affinché aderiscano alle richieste di rinvii nella trattazione dei giudizi pendenti, in modo da non approdare a sentenze che potrebbero in alcuni casi pregiudicare le aspettative degli interessati alla conclusione degli accordi transattivi.
Gli stessi hanno poi espressamente precisato che le dichiarazioni d’intenti con cui il singolo manifesterà il proprio interesse a concludere la transazione, potranno essere autenticate, nella sottoscrizione, anche dagli uffici dei rispettivi Comuni di residenza.
In ogni caso, hanno assicurato massima trasparenza sulle modalità di svolgimento e sul cronogramma dell’iter transattivo.
Il Coordinamento, che nei giorni scorsi aveva unanimemente scelto di appoggiare la decisione di proseguire nei lavori della transazione nonostante le questioni emerse in merito alla problematica della prescrizione, e ciò per evitare ulteriori battute d’arresto dei relativi lavori, assicura che non cesserà la propria attività di pressione e di stimolo, ai più alti livelli politici, perché venga assicurato anche a coloro che dovessero rimanere esclusi dalla conclusione dell’accordo, il successivo finanziamento di un decreto che ne possa soddisfare le sacrosante aspettative risarcitorie. 


16 giugno 2009 - Aggiornamento sulla procedura transattiva

Dopo una significativa e lunga battuta d’arresto della procedura volta ad addivenire alla transazione, in questi giorni l’iter della stessa procedura ha ripreso impulso. Il decreto (rinvenibile in questo sito), firmato dal Ministro Sacconi è, infatti, giunto alla firma del Ministro Tremonti.

Successivamente andrà al vaglio della Corte dei Conti e sarà poi pubblicato sulla Gazzetta ufficiale unitamente alla elaboranda circolare nella quale saranno fissate le modalità tecniche per la presentazione della domanda di adesione alla transazione nonché, molto probabilmente, le somme che verranno liquidate e i moduli transattivi che saranno adottati.
Verosimilmente la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale avverrà nell’arco del mese di luglio p.v.

Vi saranno poi novanta giorni per presentare – a cura degli avvocati, nell’interesse dei rispettivi clienti – la domanda di adesione corredata da tutta la documentazione richiesta nel decreto summenzionato (copia eventuale della CMO; copia dell’istanza di riconoscimento dell’indennizzo ex l. 210/92; atti comprovanti la pendenza del giudizio; indicatore della situazione economica equivalente (ISEE); lettera di manifestazione d’intenti sottoscritta dal danneggiato e autenticata dal legale). 


25 marzo 2009 - Aggiornamenti sugli interventi del Coordinamento

Nella riunione del 16 marzo 2009 il Coordinamento dei legali ha deciso di inoltrare al Dott. Palumbo, Direttore Generale della Programmazione sanitaria, dei livelli essenziali di assistenza e dei principi etici di sistema, Dipartimento Qualità del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali - Settore Salute, una lettera nella quale si indicano alcune importanti modifiche da apportare alla bozza di decreto volta alla fissazione dei criteri per la definizione delle transazioni.

In particolare, si è richiesto a) di rimuovere il riferimento - mai prima d’ora discusso - ai principi generali in materia di prescrizione; b) di rimuovere l’esclusione dei soggetti danneggiati privi di ascrivibilità del danno ad una delle categorie tabellari richiamate dalla legge n. 210/92, nonché c) di rimuovere il criterio dell’“entità del danno” quale ulteriore parametro strumentale alla determinazione dell’importo da corrispondere in via transattiva ai c.d. trasfusi occasionali.

Siamo in attesa di una risposta da parte del Dott. Palumbo, anche per conoscere la data di adozione della circolare attuativa da cui comincerà a decorrere il termine di 90 giorni per la presentazione delle domande di adesione alla transazione.


6 marzo 2009 - Decreto di fissazione dei criteri per la definizione delle transazioni

Visualizza il decreto in PDF.

3 marzo 2009 - Il mito della giustizia

     Punto e a capo. Iniziato nel 1994/95, con un’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Trento, non decolla il processo contro esponenti di case farmaceutiche italiane e straniere per la produzione e commercializzazione di farmaci emoderivati dai quali sono derivate, agli emofilici, infezioni da HBV, HIV, HCV.

     “All’udienza del 21 febbraio 2009 il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Napoli, avendo rilevato la nullità della richiesta di rinvio a giudizio, ha ritrasmesso gli atti al pubblico ministero.

     “L’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo si è impegnata a fondo, con i propri legali, in questi processi, a tutela dei diritti della vita, alla salute, alla intimità e salvaguardia dell’integrità dell’unione familiare, tutti diritti lesi dalla produzione e commercializzazione dei farmaci emoderivati prodotti con plasma infetto. Ma si è scontrata fino ad ora con una serie di formalità procedurali che ne hanno impedito l’ulteriore corso.

     “Trasmigrati i processi da Trento a Napoli per competenza territoriale, il pubblico ministero ha chiesto l’archiviazione per il reato di epidemia. Era intervenuta infatti nel frattempo la legge n. 251 del 5 dicembre 2005 (c.d. “ex Cirielli”) che aveva modificato, riducendolo, il termine di prescrizione del reato.

     “Su opposizioni delle parti rappresentate, tramite i suoi legali, dall’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo il GIP incaricato dell’opposizione relativa alle case farmaceutiche italiane ha disposto l’archiviazione per il reato di epidemia ma ha ordinato al p.m. di elevare l’imputazione di omicidio plurimo, avendo le infezioni causato anche dei decessi.

     “Formulata l’imputazione d omicidio colposo plurimo, è stato richiesto il rinvio a giudizio. E, fissata poi l’udienza preliminare, il GUP ha ritrasmesso gli atti al pubblico ministero, avendo rilevato la nullità della richiesta di rinvio a giudizio per i motivi sopra indicati.

     “La notizia del reato relativa all’epidemia contestata alle case estere è stata archiviata puramente e semplicemente avendo il GIP ritenuto che non rientrasse tra i suoi poteri quello di ordinare al pubblico ministero di elevare una nuova imputazione per omicidio colposo plurimo.

     “L’Unione forense non ha ritenuto di proporre ricorso per Cassazione, essendosi riservata di sollecitare il p.m. a riaprire le indagini ai fini di una configurazione più esatta dei reati da contestare.

     “L’esito fin qui avuto dai due processi è, a dir poco, scandaloso.

     “Non solo perché dopo 15 anni non si è riusciti a sollevare un velo che potesse far conoscere se e quali siano state le responsabilità nella produzione e commercializzazione degli emoderivati infetti; non solo e non tanto perché soggetti sono stati e rimangono indagati (o imputati) per tanto tempo mentre ai soggetti lesi non si è riusciti a dare una risposta, quale che sia, sulle cause e responsabilità delle loro malattie e delle loro morti; ma anche perché, e soprattutto perché, mentre lo Stato italiano è stato più volte riconosciuto responsabile per aver permesso che emoderivati infetti fossero assunti da emofilici, la stessa responsabilità non si è riusciti ad individuare a carico delle case farmaceutiche - e dei loro preposti - che quei medicinali hanno prodotto.

     “L’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo non può dunque consentire che su questa vicenda cada il silenzio.

     “E continuerà a fare quanto sia possibile perché alla fine una risposta alla domanda di giustizia venga data.

27 gennaio 2009 - Chiesto il rinvio a giudizio delle case farmaceutiche per omicidio colposo plurimo

     Sono soddisfatto che siano state ammesse tutte le costituzioni di parte civile proposte da noi, all’udienza preliminare di oggi dinanzi alla Dott.ssa Di Girolamo, del tribunale penale di Napoli”. Lo dichiara l’Avv. Mario Lana, presidente dell’Unione forense per la tutela dei diritti dell’uomo, il quale, insieme al collega Vito Mazzarelli, già a suo tempo si era costituito parte civile al processo di Trento.

     Il processo napoletano riprenderà il 9 febbraio prossimo, quando sarà discussa la necessità del rinvio a giudizio chiesto dal Pubblico ministero per omicidio colposo plurimo nei confronti dei responsabili di alcune case farmaceutiche italiane.

     “Questo primo risultato – ha continuato l’Avv. Lana - è il frutto della tenacia con la quale ci siamo opposti all’archiviazione, ottenendo che si procedesse nei confronti degli imputati per il reato di omicidio colposo plurimo. E' un passo importante per ottenere la piena giustizia per gli emofilici che hanno contratto i virus dell'epatite B e C, nonché dell'HIV, perché si sono sottoposti a trasfusioni di sangue o hanno fatto uso di farmaci emoderivati infetti.”

Ufficio stampa UFTDU.

31 luglio 2008 - Riunione per la definizione dei criteri e del percorso attuativo per la stipula di transazioni in materia di danni da sangue ed emoderivati infetti

     Si è svolto il 31 luglio 2008 un incontro, presso l'Auditorium dell'ex Ministero della Salute, tra i dirigenti ministeriali, i legali dei soggetti danneggiati da emoderivati o trasfusioni di sangue infetto potenzialmente interessati alla transazione ed i rappresentanti delle varie Associazioni.

     Ha partecipato il Sottosegretario, On. Francesca Martini, la quale ha illustrato la presumibile tempistica dello svolgimento della procedura transattiva.
In sintesi: nei prossimi giorni verrà sottoscritto il decreto che disciplinerà la fase ricognitiva delle richieste di adesione alla transazione. Alla sottoscrizione, seguirà la trasmissione del decreto al Consiglio di Stato ed alla Corte dei Conti, per gli opportuni pareri. Quindi, seguirà la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale; pubblicazione che - sempre a detta del Sottosegretario Martini - dovrebbe aver luogo entro la fine di ottobre 2008.

     Dalla data della pubblicazione, gli interessati disporranno di un presumibile termine di 60 giorni per l'inoltro della domanda che, come ha precisato il Dott. Palumbo, avrà un mero valore "prenotativo": servirà, cioè, a far sì che il Ministero disponga dei nominativi e dei dati di tutti coloro che intenderanno avvalersi dell'accordo transattivo.
La domanda verrà inoltrata per via telematica attraverso gli studi legali. A tal scopo, gli interessati dovranno sottoscrivere, presso i rispettivi avvocati - i quali, a loro volta, dovranno attestare che la firma sia stata effettivamente apposta in loro presenza - un'apposita "dichiarazione di intenti": dovranno, cioè, manifestare per iscritto l'intenzione di partecipare alla transazione.
Il decreto conterrà, inoltre, l'elenco dei documenti che ogni interessato dovrà inviare - sempre attraverso il proprio legale - in allegato alla domanda stessa. Il Dott. Palumbo ha anticipato i documenti che, salvo modifiche, dovranno essere allegati in copia alla domanda: atto di citazione, eventuale sentenza, verbale della CMO, indice ISEE, dichiarazione di intenti.
Il Dott. Palumbo ha tenuto a precisare che la domanda non significherà, per l'interessato, la scelta definitiva di partecipare alla transazione. Infatti, le somme che verranno proposte ai singoli interessati, verranno determinate solo dopo l'esame complessivo, da parte di una commissione ministeriale, delle singole domande ed in relazione alle somme.
Questo esame, come hanno precisato il Sottosegretario Martini e lo stesso Dott. Palumbo, dovrebbe concludersi entro il febbraio 2009. Ad esso seguirà l'emanazione di un successivo decreto che conterrà i criteri definitivi (somme attribuite, modalità e tempi di pagamento) che verranno adottati per la stipula delle transazioni.
Solo a quel punto, ovviamente, l'interessato potrà valutare la convenienza dell'accordo transattivo e, in caso positivo, rilascerà al proprio legale la procura sostanziale per la relativa sottoscrizione.
     L'avv. Mario Lana ha dato lettura di un comunicato del "Coordinamento per la transazione delle cause relative al sangue infetto" inviato al Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Sen. Maurizio Sacconi, al Sottosegretario On. Francesca Martini, al Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze, On. Giuseppe Vegas e al Dott. Filippo Palumbo, nel quale si faceva presente che "dopo un’attenta procedura di selezione, il Coordinamento dei legali che rappresentano attualmente oltre duemila danneggiati (comprese le famiglie di soggetti già deceduti), ha scelto stamane l’advisor – società di consulenza di primaria importanza internazionale - che procederà alla selezione di uno tra i più importanti istituti di credito nazionali ed internazionali, nel quadro delle transazioni in oggetto.
     All’esito della selezione, che verrà operata da parte dell’advisor entro la fine di settembre 2008, il Coordinamento provvederà, infatti, alla scelta dell’istituto che, previa cessione del credito, effettuerà il pagamento in un’unica soluzione a ciascuno dei soggetti beneficiari delle somme dovute a titolo risarcitorio previste dalla transazione di cui alla legge finanziaria 2008 (nonché dal relativo decreto collegato).
     Siamo sicuri che la scelta di dotarsi di un advisor sarà apprezzata dai Ministeri competenti non solo per la trasparenza e il rigore dell’intera operazione ma perché questa costituirà per gli stessi la miglior garanzia di imparzialità ed efficienza per il miglior risultato auspicato da tutte le parti.
     Sottolineiamo che questa soluzione garantirà al contempo al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali di dar corso al pagamento tramite una rateizzazione pluriennale, come previsto in Finanziaria e, al tempo stesso, ai beneficiari di godere – anche in considerazione delle gravi patologie di cui soffrono – di un’immediata riscossione dei crediti vantati. Senza dimenticare che in questo modo si tiene conto della volontà del Governo di non gravare sul bilancio attuale dello Stato e contemporaneamente di definire la transazione con la più ampia adesione da parte dei soggetti attualmente in giudizio contro il Ministero della Salute
".


26 giugno 2008 - Il danno per contagio da sangue infetto: profili sostanziali e processuali


Il 26 giugno 2008, presso l'Aula Magna dello Corte d'Appello di Roma, si è svolto il convegno su "Il danno per contagio da sangue infetto: profili sostanziali e processuali".

Hanno svolto le relazioni il Presidente della Corte d’appello di Roma DOTT. GIORGIO SANTACROCE, l'AVV. ANTON GIULIO LANA, l'AVV. MARIO MELILLO, il CONS. GERARDO SABEONE, il CONS. ANTONIO LAMORGESE, il PROF. AVV. GIANFRANCO PALERMO.
» Il programma

 

 

FONDAMENTALE SENTENZA DELLE SEZIONI UNITE CIVILI DELLA CORTE DI CASSAZIONE IN MATERIA DI SANGUE INFETTO (581/08)

E’ stata depositata in data 11 gennaio 2008, la fondamentale ed attesissima sentenza delle Sezioni Unite Civili della Corte di Cassazione (n. 581/08) [richiede Adobe Reader 6.x o superiore] relativa alla drammatica questione del sangue infetto.

Tale sentenza, in presenza di divergenti orientamenti da parte dei Giudici di merito in questa delicatissima questione, ha ribaltato una precedente decisione di una sezione semplice della stessa Corte ed ha fissato alcuni punti fermi molto significativi cui dovranno, in linea di massima, conformarsi i giudici di merito dei tribunali e delle corti di appello italiani.

In primo luogo, la Corte Suprema ha affermato che la prescrizione del diritto al risarcimento dei danni in questa materia particolare, da un lato, posto che si tratta di c.d. danni lungolatenti, deve decorrere dal momento in cui il danno si è esteriorizzato in tutti i suoi elementi e, dall’altro, che il termine prescrizionale ordinario di 5 anni può essere esteso fino a 10 anni con riferimento al reato di omicidio colposo (moltissimi sono infatti i soggetti deceduti per le patologie contratte).

In secondo luogo, la Corte Suprema ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della Salute, per tutte le infezioni di HIV, HCV e HBV contratte dai ricorrenti, indipendentemente dalla data della scoperta dei rispettivi virus ed ha, pertanto, confermato la sentenza di condanna del Ministero per aver omesso di apprestare tutte le misure idonee ad evitare la diffusione di tali virus (ed aver omesso di esercitare la c.d. farmacovigilanza) essendo unico l'evento lesivo.

Gli Avvocati Mario Lana, Anton Giulio Lana e Mario Melillo, legali dei danneggiati, esprimono soddisfazione per la sentenza delle Sezioni Unite perché, confermando un orientamento giurisprudenziale consolidato nel Tribunale e nella Corte di Appello di Roma, ma avversato in molte altre curie di merito, ha finalmente reso giustizia a tutte quelle persone che a cavallo fra gli anni ’80 e ’90 avevano fatto affidamento sulle trasfusioni di sangue o sugli emoderivati c.d. “salvavita” ignari delle gravissime conseguenze - anche letali - che ne sarebbero derivate.

SANGUE INFETTO: RISARCIMENTO RECORD DAL TRIBUNALE DI BARI

Condannato il Ministero della Salute al pagamento di oltre 5 milioni di euro a favore di un danneggiato da emotrasfusioni.

Il Tribunale di Bari, con la sentenza n° 904 del 6 aprile 2007 [richiede Adobe Reader 6.x o superiore], ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della Salute, per omessa farmacovigilanza, in seguito alla contrazione del virus dell’epatite C da parte di un ragazzo sottoposto a tre emotrasfusioni necessarie al trattamento di un ulcera duodenale che gli aveva provocato emorragie digestive.
Nel determinare l’entità del risarcimento il Tribunale ha tenuto conto, in particolare, del danno esistenziale, essendo emersa nel corso del giudizio la grave alterazione delle condizioni di vita del danneggiato.

Gli Avvocati Mario Lana, Anton Giulio Lana e Mario Melillo, legali del danneggiato, esprimono grande soddisfazione per una sentenza che costituisce – ad oggi – il più alto risarcimento mai riconosciuto nel nostro paese per danni derivanti dall’assunzione di sangue infetto.

 

LE TRATTATIVE PER UNA NUOVA TRANSAZIONE IN MATERIA DI SANGUE INFETTO

Sin dal 2001 erano stati avviati, da un collegio di legali coordinati dall'Avv. Mario Lana, contatti con il Ministero della Salute per tentare di risolvere in via stragiudiziale il contenzioso introdotto da oltre 700 emofilici per il risarcimento dei danni patiti dall’assunzione di emoderivati infetti.
Da parte ministeriale vennero nominate in via successiva due commissioni (la prima nominata dal ministro all’epoca in carica, on. Rosy Bindi, la seconda dal successore, prof. Sirchia, presieduta dal sen. Cursi) che, nella dialettica con i legali difensori dei danneggiati determinarono e stabilirono i criteri in base ai quali avrebbero dovuto sottoscriversi gli accordi transattivi.

I lavori delle suddette commissioni portarono alla legge n. 141/03 ed ai successivi decreti attuativi, cui fecero seguito singoli accordi con ciascuno dei danneggiati.

Queste le somme riconosciute a titolo transattivo:

A) 464,811,21 per le persone infettate, di età sino a 45 anni;
B) 452.311,21 per le persone infettate di età oltre i 45 anni e sino a 60 anni;
C) 439.811,21 per le persone infettate di età oltre i 65 anni
D) 600.000,00 per gli eredi di persone infettate decedute.

La conclusione delle transazioni certo non ha risolto il problema globale. Altri e più numerosi soggetti, esclusi dalla prima transazione, hanno iniziato, innanzi a vari Tribunali d’Italia, giudizi risarcitori nei confronti del Ministero tanto singoli quanto collettivi. D’altra parte, l’instaurazione della causa costituisce condizione necessaria per essere ammessi ad eventuali nuovi accordi transattivi, resi possibili proprio attraverso la citata legge n. 141/2003.

Nel corso dell’anno 2007 il Ministero della Salute, su impulso dell’allora ministro Livia Turco e del sottosegretario Antonio Gaglione, ha ripreso le trattative per la definizione transattiva delle posizioni relative ai numerosi soggetti danneggiati rimasti esclusi dall’accordo del 2003.

In particolare, presso il Ministero della Salute sono stati istituiti vari tavoli di lavoro relativi alle diverse situazioni che caratterizzano i danneggiati da trasfusioni di sangue o uso di emoderivati infetti: emofilici, talassemici, trasfusi occasionali, dializzati ecc.
Le trattative tra i legali dei danneggiati, le associazioni ed il Ministero sono state caratterizzate da un fattivo scambio di documenti ed informazioni sul numero dei danneggiati e lo stato delle cause nonché da un preciso riferimento ai parametri adottati nella precedente transazione.

Parallelamente, in sede parlamentare, all’esito di un complesso percorso, nell’articolo 33 del decreto collegato alla legge finanziaria 2008, sono stati stanziati 150 milioni di euro per l’anno 2007 a favore dei soggetti che hanno contratto infezioni a causa dell’assunzione di sangue e plasmaderivati infetti, nonché all’articolo 2, commi 361 e 362, della legge finanziaria 2008, sono stati previsti ulteriori 180 milioni di euro a decorrere dall’anno 2008, a favore dei medesimi soggetti.

Va rilevato che la medesima legge finanziaria 2008 ha espressamente richiamato, quali criteri che dovranno presiedere ai nuovi accordi, gli stessi già fissati per i soggetti emofilici dal decreto del ministero della salute 3 novembre 2003; decreto che, a sua volta, riprendeva le conclusioni rassegnate dal gruppo tecnico presieduto dal sen. Cesare Cursi (istituito con decreto del ministro della salute del 13 marzo 2002) che, in particolare, aveva stabilito l’entità dei risarcimenti sopra riportata.

 
 




SANGUE INFETTO

     Un ambito nel quale si va sempre più intensificando la tutela di interessi giuridicamente rilevanti in materia sanitaria, è quello del c.d. sangue infetto.

     Nel 1993 un gruppo di avvocati, coordinati dall'Avv. Mario Lana, ha promosso per la prima volta nei confronti del Ministero della Salute un giudizio per il risarcimento dei danni subiti da emofilici che avevano contratto i virus dell'epatite B e C nonché dell'HIV perché si erano sottoposti a trasfusioni di sangue o avevano fatto uso di farmaci emoderivati, c.d. salvavita, infetti.

     Soprattutto nel corso della metà degli anni ottanta si è, infatti, verificata, non solo in Italia (problemi analoghi si sono posti anche in Francia - per cui era addirittura caduto un governo - Germania, Giappone, ecc.) una massiccia diffusione dei virus sopra richiamati che hanno colpito le categorie più esposte, quali la comunità degli emofilici, dei talassemici e di coloro che avevano comunque necessitato di trasfusioni di sangue.

     I controlli erano a quel tempo molto scarsi, effettuati esclusivamente a campione e, nonostante nei convegni medici da anni si segnalasse un forte allarme per la possibilità che attraverso le trasfusioni si veicolassero gravissime malattie e sul piano normativo internazionale fossero già state adottate varie raccomandazioni (in modo specifico del Consiglio d'Europa), molto scarsa era ancora la sensibilità mostrata dal Ministero della Salute sul tema.

     Il giudizio promosso nei confronti del solo Ministero della Salute da parte inizialmente di un centinaio di emofilici, poi divenuti circa quattrocento a seguito di numerosi interventi (tale da poterlo configurare come una sorta di "class action" all'italiana), è terminato nel 1998 con una importante e coraggiosa sentenza (giudice estensore, dott. Oricchio) che, per la prima volta, ha riconosciuto la responsabilità del Ministero della Salute per aver omesso di esercitare la c.d. farmaco-vigilanza e, in particolare, per aver violato l'art. 1 della legge 13/3/1958 n. 296, istitutiva del Ministero della Salute, che attribuisce a tale organo il compito di provvedere alla salute pubblica anche emanando istruzioni obbligatorie per tutte le amministrazioni pubbliche che provvedono a servizi sanitari e, ancor più specificatamente, per aver violato la legge 14/7/1967 n. 512 c.d. "Piano sangue" che - in maniera molto articolata e precisa - attribuisce al Ministero funzioni di direzione tecnica e di vigilanza sull'organizzazione, il funzionamento e il coordinamento delle attività di raccolta, conservazione e distribuzione del sangue umano e di preparazione dei suoi derivati.

     Nel corso degli anni successivi si sono susseguiti una serie di interventi legislativi che hanno rafforzato il ruolo di vigilanza e coordinamento attribuito al Ministero della Salute. E anche dopo il passaggio alle regioni di alcune competenze statali in materia sanitaria ai sensi dell'art. 117 Cost., la legge istitutiva del servizio sanitario nazionale del 1978 e quelle successive in materia, hanno comunque conservato al Ministero il ruolo primario nella organizzazione e coordinamento dei servizi in materia, in particolare, per quanto attiene le funzioni di produzione, sperimentazione, commercio dei prodotti farmaceutici e degli emoderivati.

     Per cogliere in modo più compiuto le linee evolutive della giurisprudenza in materia, occorre dare conto dei diversi giudizi, tre per l'esattezza, che si sono susseguiti negli anni, per così dire intrecciandosi e sovrapponendosi fra loro attraverso le rispettive impugnazioni.

     Dopo questa prima sentenza del 1998, infatti, nel 1999 lo stesso pool di avvocati ha promosso un secondo giudizio nei confronti del Ministero della Salute nell'interesse di altri 350 emofilici che parimenti avevano contratto le stesse patologie in seguito a trasfusioni di sangue o assunzione di emoderivati infetti.
Nelle more di questo secondo giudizio, il Ministero della Salute ha interposto appello avverso la sentenza del 1998 dinanzi alla Corte d'Appello di Roma, la quale con sent. n. 3242/00 del 23 ottobre 2000 ha confermato integralmente la sentenza del Tribunale di Roma del 1998 salvo, come vedremo meglio in seguito, escludere la responsabilità del Ministero nei confronti di coloro che avevano contratto i virus in parola prima di una certa data, posto che - secondo la Corte - prima di un certo periodo la scienza medica non conosceva i test atti ad individuare i singoli virus.

     Nel 2001 con sent. n, 23097/01 il Tribunale di Roma si è pronunciato nel secondo giudizio ed ha ribadito la responsabilità del Ministero, già riconosciuta nella prima sentenza del 1998, disattendendo la ripartizione della responsabilità del Ministero in base alle pretese conoscenze della scienza medica così come individuate dalla Corte d'Appello di Roma nella sentenza n. 3242/00 sopra richiamata.

     Nel 2005 la Cassazione, investita, nel frattempo, tanto dalle parti private che dalla P.A. relativamente alla sentenza di appello del primo giudizio, con sentenza n. 11609/05 del 31 maggio 2005 ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Roma n. 3242/00 (quella relativa al primo giudizio) anche nella parte in cui aveva, a seconda del periodo di contrazione dei virus, operato il discrimen della responsabilità del Ministero della Salute sulla base delle pretese conoscenze da parte della scienza medica delle varie patologie in parola.

     Infine, con sentenza del 29 agosto 2005 n. 18523/05, il Tribunale di Roma, nel terzo giudizio promosso dal medesimo pool di avvocati nell'interesse di un altro gruppo di emofilici infettati, ha ribadito la responsabilità del Ministero discostandosi dall'orientamento pochi mesi prima espresso dalla Corte di Cassazione sulla conoscenza da parte della scienza medica e, dunque, condannato il Ministero a risarcire il danno a favore di tutti gli attori o interventori che avevano contratto i virus a far data dagli anni '72-'74.
Nelle more dei vari giudizi che hanno condotto alle sentenze citate, ha avuto inizio una trattativa tea i legali del collegio difensivo, che ha patrocinato le varie cause, ed il Ministero della Salute, allo scopo di ricercare una soluzione transattiva della vicenda.

     Una trattativa articolatasi in più "passaggi", ma infine coronata da successo.
Infatti, già nel corso della XIII legislatura, era stato istituito, con decreto Ministeriale, un gruppo di lavoro paritetico che avrebbe dovuto studiare la fattibilità dell'accordo, e soprattutto gettare le basi per l'individuazione dei relativi criteri da adottare per il relativo perfezionamento.

     I lavori sono poi proseguiti durante la successiva legislatura, nel corso della quale, grazie alla Commissione Cursi (dal nome del Sottosegretario alla salute incaricato di coordinare l'attività dell’apposito gruppo tecnico istituito con Decreto del Ministro della Salute in data 13 marzo 2002), sono stati individuati - sempre nella dialettica tra legali e Amministrazione - i soggetti aventi diritto al risarcimento (soggetti emofilici lesi da emoderivati infetti, ed eredi di soggetti deceduti a seguito delle patologie contratte attraverso (assunzione dei medesimi emodeivati), determinate le somme di spettanza degli interessati (a seconda, appunto, della qualità di persona danneggiata - ed in questo caso anche dell'età - o di erede di persona deceduta) ed infine stabilite le modalità di pagamento delle somme riconosciute, in via transattiva, a titolo di risarcimento.

     Si è così arrivati all'approvazione, da parte del Parlamento, del D.L. 23 aprile 2003, n. 89, convertito con modificazioni dalla Legge 20 giugno 2003 n. 141, il cui articolo 3, appunto, disponeva l’autorizzazione, rivolta al Ministero della Salute, a stipulare singoli atti transattivi con i soggetti che avessero riportato patologìe a seguito dell’assunzione di sangue infetto o di emoderivati anch’essi contenenti virus patogeni.
In virtù della legge in parola, con un decreto ministeriale, sono state fissate le seguenti somme da attribuire (e poi effettivamente attribuite) ai soggetti con i quali sarebbe stato concluso l'accordo:

A)   464,811,21 per le persone infettate, di età sino a 45 anni;
B)   452.311,21 per le persone infettate di età oltre i 45 anni e sino a 60 anni;
C)   439.811,21 per le persone infettate di età oltre i 65 anni;
D)   600.000,00 per gli eredi di persone infettate decedute.

     La conclusione delle transazioni certo non ha risolto il problema globale. Altri e più numerosi soggetti hanno iniziato, innanzi a vari Tribunali d’Italia, singoli giudizi risarcitori nei confronti del Ministero. D’altra parte, l’instaurazione della causa costituisce condizione obbligata per essere ammessi ad eventuali nuovi accordi transattivi, che la legge rende oggi possibili attraverso la citata legge n. 141/2003.

     In effetti, nel corso dell’anno 2007 il Ministero della Salute, su impulso dell’allora ministro Livia Turco e del sottosegretario Antonio Gaglione, ha ripreso le trattative per la definizione transattiva delle posizioni relative ai numerosi soggetti danneggiati rimasti esclusi dall’accordo raggiunto nel 2003 e che aveva dato luogo alle liquidazioni sopra riportate.
In particolare, presso il Ministero della Salute sono stati istituiti vari tavoli di lavoro relativi alle diverse situazioni che caratterizzano i danneggiati da trasfusioni di sangue o uso di emoderivati infetti: emofilici, talassemici, trasfusi occasionali, dializzati ecc.;
Le trattative tra i legali dei danneggiati, le associazioni ed il Ministero sono state caratterizzate da un fattivo scambio di documenti ed informazioni sul numero dei danneggiati e lo stato delle cause nonché da un preciso riferimento ai parametri adottati nella precedente transazione.
Parallelamente, in sede parlamentare, all’esito di un complesso percorso, nel decreto collegato alla legge finanziaria sono stati stanziati 150 milioni di euro per l’anno 2007 a favore dei soggetti che hanno contratto infezioni a causa dell’assunzione di sangue e plasmaderivati infetti, nonché nella legge finanziaria sono stati previsti ulteriori 180 milioni di euro per l’anno 2008 a favore dei medesimi soggetti.


GIURISPRUDENZA


Cass. Civ., Sezioni Unite, 2008, n. 577
Cass. Civ., Sezioni Unite, 2008, n. 578
Cass. Civ., Sezioni Unite, 2008, n. 579
Cass. Civ., Sezioni Unite, 2008, n. 580
Cass. Civ., Sezioni Unite, 11/01/2008, n. 581
Cass. Civ., Sezioni Unite, 2008, n. 583
Cass. Civ., Sezioni Unite, 2008, n. 584
Cass. Civ., Sez. III, 31/05/ 2005, n. 11609
C.App. Roma 24/01/2007, n. 686
C.App. Roma, 01/12/2006, n. 22
C.App., 25/07/2005, n. 3430
C.App., 31/01/2005, n. 429
C.App., 12/01/2004, n. 133
C.App., 04/10/2000, n. 3242
Trib. Roma, 13/04/2007, n. 7937
Trib. Roma, 10/04/2007, n. 7235
Trib. Bari, 06/04/2007, n. 904
Trib. Roma, 28/12/2006, n. 46
Trib. Napoli, 01/09/2006, n. 8901
Trib. Roma, 14/07/2006, n. 16021
Trib. Roma, 11/07/2006, n. 15606
Trib. Napoli, 15/06/2006, n. 8907
Trib. Roma, 07/06/2006, n. 14086
Trib. Roma, 26/05/2006, n. 12190
Trib. Roma, 29/08/2005, n. 18523
Trib. Roma, 01/06/2005, n. 12651
Trib. Roma, 11/05/2005, n. 10722
Trib. Napoli, 3/05/2005, n. 4928
Trib. Roma, 31/08/2004, n. 24357
Trib. Roma, 03/05/2004, n. 13771
Trib. Roma, 19/02/2004, n. 5574
Trib. Roma, 03/02/2004, n. 3581
Trib. Roma, 01/12/2003, n. 38310
Trib. Roma, 25/11/2003, n. 37519
Trib. Roma, 24/11/2003, n. 37226
Trib. Roma, 17/10/2003, n. 33115
Trib. Roma, 08/09/2003, n. 28178
Trib. Roma, 02/09/2003, n. 27685
Trib. Roma, 16/05/2003, n. 16523
Trib. Roma, 05/03/2003, n. 7886
Trib. Roma, 31/01/2003, n. 5198
Trib. Roma, 04/02/2003, n. 5187
Trib. Roma, 22/01/2003, n. 2411
Trib. Roma, 15/10/2002, n. 3914
Trib. Roma, 01/07/2002, n. 26683
Trib. Roma, 20/11/2002, n. 37341
Trib. Roma, 04/06/2001, n. 23097
Trib. Roma, 27/11/1998, n. 21060


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